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Happiness@Work: possiamo (davvero) raggiungere la felicità in azienda?

Quali sono le reazioni quando si parla di felicità in azienda?

Nella nostra esperienza di coach e formatori, discutendo di felicità in azienda e portando gli esempi di moltissimi studi che dimostrano quanto i lavoratori felici siano di gran lunga più produttivi, io e la mia collega Rita Cannata, co-autrice di questo articolo, abbiamo incontrato persone entusiaste, scettiche o arrabbiate.

La felicità per gli entusiasti in azienda

“Oh che bello! finalmente diventeremo davvero tutti felici e… non vedo l’ora di vedere come fate”.

La felicità per gli scettici in azienda

“Seee… secondo voi stiamo a parlare di felicità in un posto che mica è fatto per produrla! ma non scherziamo, dai: con tutto quello che c’è da fare… ma ci credete davvero? Io sarò stato felice… toh, due o tre volte nella vita.”

La felicità per gli arrabbiati in azienda

“Peccato che qui le persone responsabili siano veramente poche, e adesso ci tocca anche di dover essere felici! Per carità, chi non vorrebbe esserlo, ma andate a dirlo a quello là… e in ogni caso, detto tra noi, si può lavorare molto bene anche senza essere felici e adesso, se mi volete scusare…”.

La felicità come risultato sul posto di lavoro

Insomma: se vogliamo considerare la felicità un risultato dobbiamo pensare sentire e agire in modo tale da arrivarci e, per farlo, dobbiamo essere il tipo di persona o di organizzazione che sente e agisce per realizzarla.

Diversamente il risultato non arriva perché il vero nemico è la parte di noi che si perde d’animo.

E, capite che parlare di anima in azienda…

Quanto la coerenza incide sulla felicità

È ancora più complicato quando in azienda non c’è coerenza e/o allineamento verso obiettivi o scopi.

La coerenza e l’allineamento ai valori e alle finalità generano invece percorsi armoniosi, sincronici e produttivi che coinvolgono e motivano le persone; quando mission, vision e comportamenti sono chiari decolla il valore.

Dall’altra parte l’incoerenza e il disallineamento rappresentano un tracciato che produce comportamenti negativi.

Se l’organizzazione non si preoccupa di definire processi, procedure, politiche, ambienti di lavoro e di relazione coerenti e allineate ai valori, pensate che abbiano voglia di farlo i lavoratori?

No.

Quali sono i principali comportamenti dei lavoratori “infelici”?

I lavoratori infelici si lamentano, giudicano, cercano colpevoli, sono pettegoli, usano un linguaggio “maleducato”, cercano quello che non va, aspettano che gli altri facciano il primo passo, invidiano, non si fidano, dimostrano che hanno sempre ragione e che tutto gli è dovuto.

Vi basta?

E se parlassimo di contentezza anziché di felicità?

“E allora, come stai?”

“Ma sì, dai, sono proprio contento!”

Nel nostro panorama la contentezza ci sembra la strada più percorribile poiché la ricerca della felicità pare sia una scelta infelice.

Soprattutto se qualcuno ce la impone!

E se apprezzassimo ciò che la vita ci offre?

Se abbassassimo l’obiettivo a parole come contentezza e soddisfazione? Se ci pensate sono termini più appaganti nel lungo periodo!

Cosa dice la biologia sulla felicità

Che siamo portati a essere riconosciuti e a fare passi avanti per farci riconoscere!

Porsi obiettivi è parte della vita di tutti i giorni.

Eppure, molte persone sono così fissate nel cercare la felicità, la perfezione, la bellezza che si esauriscono: ma perché non la troviamo?

La felicità è una condizione straordinaria che un individuo vive in una determinata condizione; la contentezza e la soddisfazione durano invece nel tempo.

Per approfondire leggi anche:

Le scoperte di Psicologia Positiva, Neuroscienza e Biologia sulla Felicità

Alla conquista della felicità nel cervello

Non possiamo essere sempre felici in azienda o nella vita

Sono momenti meravigliosi, certo, ma durano poco.

E se così non fosse non ci sarebbe più niente in grado di interessarci e rischieremo di morire di gioia.

È la vita, con i suoi alti e bassi, che è meravigliosa, proprio per la sua imperfezione!

E ci insegna ad apprezzare i momenti belli con l’aiuto di quelli brutti. Possiamo pertanto decidere di sentirci più contenti e vivere contenti è in fondo la felicità più grande.

Cosa abbiamo pensato per le aziende?

Abbiamo pensato di portare i temi felicità e contentezza in azienda, attraverso un corso dedicato a manager e professionisti HR.

Una giornata che offre un confronto sul tema e fornisce stimoli per sensibilizzare e diffondere all’interno delle proprie organizzazioni strumenti di gestione della contentezza e comportamenti positivi, per migliorare la cultura aziendale al fine di comprendere appieno il ROI della contentezza e la sua importanza nel raggiungimento di risultati aziendali eccellenti.

Corso di formazioneHappiness@Work- Possiamo davvero raggiungere la felicità in azienda?

Ti piacerebbe che approfondissimo un tema in particolare nel prossimo articolo? Lasciaci un commento!


Maurizio Matrone

Si diverte molto a raccontare e a inventare storie vere. Non è un caso che sia scrittore e formatore. Avendone fatte di tutti i colori non se la sente di stare fermo e cerca di trascinare gli altri a progettare mondi possibili da immaginare e raccontare con reciproco piacere. Ha fatto il poliziotto, ha pubblicato romanzi gialli, scritto sceneggiature televisive e organizzato festival letterari. Da anni crea percorsi narrativi e di formazione sulle diverse declinazioni dello storytelling aziendale.

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Siamo una società che si occupa di formazione. Siamo specializzati in sviluppo manageriale, corsi di formazione aziendali, percorsi di coaching individuale e di team.






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