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“Il podcast in azienda (se usato nel modo giusto) può diventare un potente strumento di narrazione d’impresa.”

Per chi volesse capire meglio che cos’è un podcast e perché ne stiamo parlando, suggeriamo la lettura di un nostro precedente articolo: PODCAST: Cosa sono, come e perché dovresti usarli nella tua comunicazione.

Come realizzare un podcast

Non è complesso; e numerose sono le piattaforme che accolgono e distribuiscono gratuitamente o secondo un piano editoriale i podcast. È sufficiente un piccolo studio di registrazione con un buon microfono (molto più economico e veloce che produrre video) e naturalmente sapere perché, cosa e come raccontare (e anche chi, mentre il quando lo decide chi ascolta).

È un po’ come metter su una radio libera negli anni Settanta! E libertà è una parola che suona bene nel podcast.

Come organizzare gli argomenti dei podcast

Che si tratti di un podcast in azienda o meno generalmente la struttura segue questa linea: il macro-argomento è solitamente scomposto/segmentato in sottosezioni e ciascuna viene introdotta secondo una sequenza classica, logica e intuitiva.

Es: Un argomento scomposto in tre unità con tre sottosezioni, il tutto arrangiato tra voce, musica, suoni, pause, silenzi.

Gli argomenti del podcast possono essere raccontati a una voce, o dialogici (interviste) a più voci, didascalici o misti.

Quello che conta è partire dal perché, cioè dall’obiettivo che si vuole raggiungere una volta ascoltato il podcast e, lavorando a ritroso, spacchettare l’argomento secondo i dettami narrativi.

Struttura vincente dei podcast in azienda

In genere il podcast inizia con una sigla musicale o con un jingle che caratterizza il ”chi” ti racconterà qualcosa, ci sarà una apertura introduttiva, i contenuti che verranno raccontati, uno stacco (musica suoni silenzi), il primo pezzo di contenuto (distinto in  sotto insiemi intervallati da pause/suoni), uno stacco, il secondo contenuto impostato come detto prima, uno stacco, il terzo come gli altri due, uno stacco, un riepilogo, uno stacco, una chiamata a condividere e interagire sui social, una pausa e la chiusura finale (con sigla e gancio al prossimo contenuto).

È possibile ovviamente monitorare chi, quanti e quante volte avranno scaricato i contenuti e valutarne gli effetti in termini di efficacia e di efficienza affidandosi a piattaforme dedicate o costruendone una propria.

Utile anche in formazione, non pensate?

Strategie per il podcast in azienda

Il podcast si innesta nella strategia aziendale al fine di costruire la propria reputazione e ogni aspetto del proprio business: dalla sostenibilità all’impatto sociale, dalla responsabilità d’impresa alla qualità del prodotto-servizio. Un podcast in azienda può essere creato sia per rivolgersi a un pubblico interno per allinearsi rispetto a un principio o a una procedura, sia verso un pubblico esterno per presentare nuovi prodotti o servizi o a entrambi per raccontare a voce la propria visione del mondo.

In sostanza sono quasi tutti contenuti ispirativi quelli del podcast, che gravitano sul mondo dei valori di impresa con una narrazione che permette di guardare al futuro. E, come si dice, tutti insieme, e tutti consapevoli di far parte di un sistema incerto, complesso e connesso, dove non esistono prodotti e consumatori, ma comunità di interessi.

Il podcast per fare un po’ di Marketing… diverso dal solito

Se negli USA, secondo il rapporto 2016 di Edison Research c’erano già 50 milioni di persone che ascoltavano un podcast ogni mese, diventa facile aggregare un claim a un podcast di successo, e magari funziona anche, ma è pur vero che diverse aziende esagerano e io – come tanti altri – evito i “brand” che mi stressano e mi bombardano su tutti i fronti (figuriamoci su un podcast!).

L’overbranding può mietere molte vittime!

I podcast in azienda invece sono più discreti (sono on demand) e non mi stanco di ribadire quanto lo storytelling sia la chiave fondamentale per il coinvolgimento dei consumatori grazie a questa particolare forma di contenuto “lungo”.

E visto che in Italia si legge poco, che si ascolti tanto, almeno!

La differenza nel valore di un contenuto audio rispetto all’audio visivo

Intanto la voce è uno strumento potente per l’apprendimento e la memoria.

È il primo elemento di comunicazione che conosciamo fin dalla culla. Basti pensare alle ninna nanna, alle filastrocche, alle poesie e i poemi epici.

La prima voce che abbiamo ascoltato è femmina e se ci pensiamo è quella che ci ha dato ritmo e cuore.

Noi abbiamo imparato a modulare la nostra voce affinché il tono che usiamo sia congruente con la qualità emozionale del messaggio che vogliamo trasmettere: una frase semplice, senza il tono che l’accompagna, diventa ambigua e può suggerire mille sfumature emozionali diverse.

E allora perché perdere l’opportunità di usare podcast nella tua azienda?

Mia figlia sedicenne e i contenuti audio

I nostri ragazzi (ma anche noi) quando hanno capito che gli emoticon non erano più sufficienti a suggerire il tono delle loro “chat” hanno cominciato a lasciarsi messaggi vocali senza contraddittorio. Mia figlia mi ha spiegato che così è molto più semplice: “Non faccio fatica a scrivere, non sono fraintesa, sono più naturale e posso ascoltare con calma il messaggio vocale di L*** e avere il tempo di rispondergli con pertinenza.” Sì, mi ha detto proprio così: con pertinenza.

Che cosa dice la scienza sulla voce

L’importanza della voce è data dalla sua funzione metacomunicativa: la voce manifesta e induce emozioni nell’interlocutore, suscita empatia o distacco, attenzione o distrazione, fiducia o agitazione.

La voce permea tutto quanto diciamo o scriviamo; ascoltiamo o leggiamo, influenza in maniera sostanziale l’efficacia, la credibilità, la forza, la memorabilità, e persino l’interpretazione (anche di uno scritto, appunto).

Meno invasivo, più semplice e più motivante il senso dell’udito disgiunto da quello visivo ne accresce di fatto le potenzialità.

Frequenze, toni, timbri

L’aria fa vibrare le corde vocali, che producono suoni di diversa frequenza: dalla lunghezza e dalla tensione delle corde deriva la qualità della voce (gli uomini hanno corde vocali più grosse e voci più gravi delle donne o dei bambini). Il tono e il timbro (squillante, cristallino, roco…) invece, sono modulati soprattutto dalla laringe. E le parole articolate si formano ancora dopo, tra labbra, denti, lingua.

L’area di Broca

L’area cerebrale di Broca presiede alla nostra capacità di esprimerci attraverso la voce ed è profondamente coinvolta anche nella creazione delle strutture grammaticali astratte del linguaggio. La rappresentazione sonora del linguaggio non è solo un mezzo per esprimere un discorso linguisticamente e grammaticalmente compiuto, ma partecipa attivamente alla sua formazione.

Insomma: chi parla bene pensa bene! Una scoperta recente e assai affascinante riguarda il fatto che, in silenzio, il nostro cervello “pensa” attraverso i suoni come il super eroe Devil vede attraverso essi.

La voce efficace per i podcast

È quella “vera”, viva e vibrante, come direbbe il comico Crozza, e ricca di armonici. “Col tono giusto, si può dire tutto. Col tono sbagliato, nulla.” diceva George Bernard Shaw.

Sì, ma che cosa dire con la voce nei tuoi podcast in azienda? Beh, per questo ci siamo noi di AdActa Consulting!

 

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Se vuoi ascoltare il nostro podcast “Un’occasione per crescere”, ci puoi trovare anche su Spreaker e su Spotify.

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Maurizio Matrone

Si diverte molto a raccontare e a inventare storie vere. Non è un caso che sia scrittore e formatore: incline al "cambiamento", ispira e trascina persone e organizzazioni a immaginare mondi possibili da progettare e raccontare con reciproco piacere.
Ha fatto il poliziotto, è stato direttore di una Fondazione culturale, ha pubblicato saggi, romanzi gialli, opere per l'arte, il teatro e i ragazzi, ha scritto sceneggiature televisive e ha organizzato festival letterari e cinematografici.
Da anni crea percorsi narrativi e di formazione sulle diverse declinazioni dello storytelling per aziende, pubbliche amministrazioni e università.

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